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ONLUS - attività di consultorio - prestazioni a pagamento identiche a quelle gratuite - attività connesse a quella principale - limiti

Risoluzione n. 10/E del 23.01.2015 - Agenzia delle Entrate

Non comporta la perdita della qualifica di ONLUS l’operato di una fondazione che, nell'ambito della propria attività di consultorio, renda verso corrispettivo prestazioni della stessa natura di quelle istituzionalmente previste, a favore di chi abbia già usufruito delle prestazioni gratuite, quando le ulteriori prestazioni si rendano necessarie per completare in maniera proficua la terapia.

Tali prestazioni rientrano fra quelle "direttamente connesse" all’attività istituzionale, previste dal comma 5 dell’art. 10 d.lgs 460/1997. I relativi proventi non devono superare il 66% delle spese complessive dell'organizzazione.

 

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Prassi  26/11/2015



ACCERTAMENTO - INTERPOSIZIONE DI PERSONA - NON SOLO INTERPOSIZIONE FITTIZIA - SUFFICIENTE USO IMPROPRIO STRUMENTO GIURIDICO

Cass. Sez V sentenza del 9 ottobre 2015, n. 20250

"In tema di accertamento rettificativo dei redditi, la disciplina antielusiva dell'interposizione, prevista dall'art. 37, terzo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, non presuppone necessariamente un comportamento fraudolento da parte del contribuente, essendo sufficiente un uso improprio, ingiustificato o deviante di un legittimo strumento giuridico, che consenta di eludere l'applicazione del regime fiscale che costituisce il presupposto d'imposta; ne deriva che il fenomeno della simulazione relativa, nell'ambito della quale può ricomprendersi l'interposizione fittizia di persona, non esaurisce il campo di applicazione della norma, ben potendo attuarsi lo scopo elusivo anche mediante operazioni effettive e reali".

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Giurisprudenza  26/11/2015



Fatture elettroniche – conservazione da parte di soggetto diverso dal depositario scritture contabili - assenza obblighi di comunicazione

Risoluzione n. 81/E del 25 settembre 2015 - Agenzia delle Entrate

Il contribuente non ha alcun obbligo di comunicazione del soggetto deputato alla conservazione delle fatture elettroniche, ciò anche nell’ipotesi in cui le stesse siano conservate da un soggetto diverso dal depositario delle scritture contabili.

Cionondimeno, in caso di ispezioni e verifiche, il contribuente (ovvero il depositario delle scritture contabili) dovrà mettere i verificatori nelle condizioni di visionare ed acquisire tutta la documentazione fiscale, compresa quella che garantisce l’autenticità ed integrità delle fatture, al fine di verificarne la corretta conservazione.

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Prassi  23/11/2015



Estratto ruolo - cartella non validamente notificata- impugnazione cartella di pagamento - ammissibilità

Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 02 ottobre 2015, n. 19704.

1- L'estratto ruolo è solo un elaborato informatico che riproduce gli elementi della cartella di pagamento, come tale è inidoneo a contenere una pretesa impositiva; ciò comporta la non impugnabilità dello stesso per l'assoluta mancanza di interesse del debitore a richiederne l'annullamento giurisdizionale, ai sensi dell'art. 100 cpc, non avendo alcun senso l'eliminazione dal mondo giuridico del solo documento, senza incidere su quanto in esso rappresentato.

2- E' ammissibile, invece, l'impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l'estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario, senza che a ciò sia di ostacolo il disposto dell'ultima parte del terzo comma dell'art. 19 d.lgs. n. 546 del 1992, posto che una lettura costituzionalmente orientata di tale norma impone di ritenere che la ivi prevista impugnabilità dell'atto precedente non notificato unitamente all'atto successivo notificato non costituisca l'unica possibilità di far valere l'invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque legittimamente venuto a conoscenza e pertanto non escluda la possibilità di far valere tale invalidità anche prima, nel doveroso rispetto del diritto del contribuente a non vedere senza motivo compresso, ritardato, reso più difficile ovvero più gravoso il proprio accesso alla tutela giurisdizionale quando ciò non sia imposto dalla stringente necessità di garantire diritti o interessi di pari rilievo rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione

3- Il contribuente che sia venuto a conoscenza della pretesa impositiva attraverso modalità atipiche (quali la richiesta di un estratto di ruolo) ha la facoltà di contestare la pretesa così conosciuta ma non ne è onerato, atteso che il suo mancato esercizio non determina alcuna conseguenza sfavorevole in ordine alla possibilità di impugnarla successivamente, in ipotesi dopo la notifica di un atto tipico.

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Giurisprudenza  20/11/2015



DELEGA PER LA REVISIONE DEL SISTEMA FISCALE E DECRETI ATTUATIVI

Legge 11 marzo 2014. n. 23 : Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale piu' equo, trasparente e orientato alla crescita

D.Lgs. 175/2014 : Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata

D.Lgs. 127/2015 : Trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici

D.Lgs. 128/2015 : Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente

D.Lgs. 147/2015 : Disposizioni recanti misure per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese

D.Lgs. 156/2015 : Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario

D.Lgs. 157/2015 : Misure per la revisione della disciplina dell'organizzazione delle agenzie fiscali

D.Lgs. 158/2015 : Revisione del sistema sanzionatorio

D.Lgs. 159/2015 : Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione

D.Lgs. 160/2015 : Stima e monitoraggio dell'evasione fiscale e monitoraggio e riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale

Novità normative  26/10/2015



Irpef – spese sanitarie - Cambio sesso – finalità terapeutica – onere detraibile

Risoluzione n. 71/E del 3 agosto 2015 - Agenzia delle Entrate

Un intervento medico-chirurgico di adeguamento dei caratteri sessuali è da considerarsi una spesa sanitaria con finalità terapeutiche quando la discrepanza fra il sesso anatomico e la psicosessualità del soggetto determini in lui un disturbo al proprio equilibrio psicofisico. In tale ipotesi, la spesa è da considerarsi detraibile ai sensi dell’art. 15, co. 1, lett. c) del Tuir, sempre che dalla fattura del centro accreditato per il tipo di intervento risulti la descrizione della prestazione erogata al paziente.

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Prassi  26/10/2015



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